LEALTA’ SPORTIVA: regola o utopia ?

Secondo i numerosi e rinomati sapientoni, che da una settimana si dilettano commentando i fatti arcinoti delle intercettazioni, si capisce che sono tutti concordi nell’affermare che l’unico rischio per la Juventus Football Club S.p.A. sia una figuraccia della sua dirigenza, mentre il Lucianone nazionale, si farebbe un’annetto di ferie (meritate)… proprio in nome del 1′ articolo che regola il calcio chissà quanti anni or sono scritto … (regio decreto?)
 
Oggi come oggi, ove il capitalismo nelle società di calcio ha raggiunto livelli superiori alla media delle imprese industriali, con addirittura la quotazione in borsa, penso anzi sono certo che molti regolamenti siano superati e volerli mantenere nonchè giustificare ci fa illudere ma razionalmente stando coi piedi per terra bisognerebbe aggiornarli coi i tempi che corrono.
 
Sarebbe bastato o basterebbe imporre alle società di calcio una sola regola che è il NO allo scopo di lucro.
Tale concetto è in contrasto con la lealtà sportiva e negarlo vuol dire avere tare mentali gravi ed incurabili.
 
Il termine lealtà sportiva può avere molti significati ed aspetti d’applicazione, e durante una partita di calcio di lealtà tra gli stessi giocatori se ne vede ben poca e nessuno grida allo scandalo, altrimenti se tutti la applicassero con rigore non servirebbero neppure gli arbitri.
 
In tutte le società del mondo, aventi scopo di lucro, si compiono atti, azioni, trucchi, telefonate, pressioni, spiate, minaccie, ingegnosi stratagemmi, concorrenze scorrette o peggio, INSOMMA… e se così non fosse l’economia mondiale sarebbe latente e priva di stimoli alla crescita.
 
Recuperiamo quel poco di sale in zucca che è rimasto ed onestamente ammettiamo che un sollecito per sbrigare una consegna di un’auto, oppure una lamentela per un arbitraggio insufficiente, oltretutto fatta a colui che nulla o pochissimo conta o sarebbe contato nelle scelte, ricordiamo anche espressioni che citando alcuni arbitri lasciano soltanto trasparire la PREFERENZA, anche perchè se così non fosse vorrebbe dire che erano stati preventivamente già corrotti e la loro designazione assicurava un andamento della gara favorevole, da dimostrare oltretutto che ciò sia davvero avvenuto. (discorso ben diverso se così fosse dimostrato)
Risulta pertanto inevitabile azzerare tutto il processo sommariamente già fatto sui media (che ritengo a loro volta parzialmente conniventi da sempre con questo ipotetico sistema), e dare una svolta decisiva alle valutazioni dei fatti nonchè se sarà necessario colpire eventuali violazioni giudicabili però dalla medesima giustizia, quella ordinaria.
 
Se così non fosse, CHI spiegherà agli azionisti della Juventus Football Club S.p.A., tra qualche mese, che a causa della nuova dirigenza, difficilmente capace quanto l’attuale, il loro investimento non produrrà più i frutti sin qui ottenuti, se non ADDIRITTURA si realizzeranno gravi perdite ???
 
SOLO LA GIUSTIZIA ORDINARIA PUO’ TUTELARE QUESTI ULTIMI, MENTRE QUELLA SPORTIVA, SEMPRE CHE ABBIA DAVVERO UN SENSO DI ESISTERE, (non ricordando fatti emblematici che l’hanno contraddistinta, visto che retrocessioni o punizioni a punti sono alquanto discrezionali ed attuabili semplicemente leggendo regolamenti da qualsiasi ente giudicante) DOVREBBE quindi RIVEDERE IN TOTO LE SUE PREROGATIVE.
 
Tutto ciò premesso, auspico davvero che venga fatta chiarezza, però ed è importante, che tale procedura avvenga con modalità non antiquate, al passo coi tempi, razionalmente ed oggettivamente.
La faziosità sportiva emersa di recente da parte di molti è pericolosa quanto se non di più della mancanza di lealtà e correttezza, ritroviamo la giusta lucidità e coerenza nell’interesse di TUTTI, soprattutto di coloro che sconfitti sul campo vorrebbero oggi vincere in moralità, anch’essa ancora tutta da dimostrare….
 
Cordialità.
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