JUVE IN serie B … ECCO PERCHE’ … non l’avrei mai detto…

Al Bar dello Sport non avrebbero saputo fare di meglio, tra bianchetti e campari, fomentati dalla lettura della famigerata ‘rosea’ , hanno ottenuto quello che volevano….anzi molto di più…

oltre ad annegare nell’alcool le sconfitte della proprie patetiche squadre, giustificandole magari grazie a qualche moviola connivente, scatenandosi così verso la solita avversaria che da generazioni è al centro della loro piccola vita, bersaglio ideale per non doversi scomodare alla ricerca del presidente della propria squadra del cuore, che da evidente incapace sarebbe da prendere a calci nel sedere dopo ogni partita… ed invece sempre costoro arrogandosi diritti e ragioni sulla base che tali sono perchè lo diceva papà, quando vincono sono i più forti, quando perdono è colpa dell’arbitro… e così giù a infierire sulla professione in nero della madre dei fischietti, o peggio a teorizzare teoremi fantascientifici su amicizie che si trasormano in combutte, e da lì al ‘rubare’ la partita il gioco è fatto…  perchè mai dubitare che costoro con tanto lume della ragione magari annebbiato dai soliti ed inseparabili fumi dell’alcool non possano aver raggiunto uno scopo che per ovvi motivi culturali mai si potrà loro imputare…

(temo che non se ne siano accorti neppure loro di quello che per davvero è accaduto, visto che sono stati addirituttura citati insieme alla suddetta carta riciclata roseggiante nella sentenza CAF)
Chiunque incontrandoli fuori o dentro le loro arene post-partita, anche l’ausiliare della sosta senza palloncino, avrebbe tolto loro patente e libretto, ammanettati e ammutoliti al fresco per una settimana… ed invece la
‘combricola degli ..inter-cettatori’  li ha premiati….
Come è mai possibile ?
Ecco la disamina INCONTROVERTIBILE dei fatti prendendo come ausilio quanto è stato scritto dalla Caf (motivazioni alla sentenza):
La Juventus è stata condannata per non aver commesso il fatto, cioè per non aver comprato, aggiustato e tanto meno taroccato nessuna partita, nemmeno una (pagina 76).
La Caf guidata da Cesare Ruperto ha spiegato che:
-nel calcio italiano non c’era nessuna cupola (pag. 74),
-che il sistema Moggi è un’invenzione della Gazzetta dello Sport (pag. 74),
-che i sorteggi non erano truccati (pag. 83),
-che la balla delle ammonizioni mirate per favorire preventivamente la Juventus era, appunto, una balla grande grande grande (pag. 103).
Sette, arbitri su otto sono stati assolti e i due condannati (uno è appena stato reintegrato con l’annullamento dei mesi di squalifica) non sono stati puniti per delle partite in cui la Juventus ha giocato e tanto meno ha tratto beneficio da esse.
Ma se è così, ed è così, come mai la Juventus e le altre (tranne il Milan) sono state condannate alla Serie B per chissà quanti anni (dare per scontata una forza della squadra che permetta subito la promozione non giustifica la condanna), alla revoca di scudetti e del diritto a partecipare alla Champions League, nonchè grandi campioni scappati per lo spettro serie B…???? e tutto quello che direttamente ed indirettamente è successo e deve ancora accadere, come in primis aver chirurgicamente impedito alla Juventus di continuare a vincere perchè la più forte, sul campo, come sempre….
La tesi colpevolista è questa:
i rapporti stretti tra i dirigenti della Juventus e i designatori arbitrali, (rapporti peraltro non proibiti da nessun regolamento neppure condominiale, ed anzi incentivati dall’Aia, Lega e Figc, per un reciproco contributo al miglioramento della classe arbitrale)
anzi e cmq. rapporti con un solo designatore: Paolo Bergamo, hanno creato, così sostengono, ”un’atmosfera inquinata, una insana temperie avvolgente il campionato di serie A” per cui è stata lesa la terzietà, l’autonomia e l’indipendenza del settore arbitrale.
Come e dove e con quali arbitri, per i giudici non è importante, perché si tratta di una specie di concorso esterno in campionato di calcio, per cui è sufficiente provare il rapporto di contiguità tra Moggi e un designatore per essere certi che gli arbitri fossero comunque condizionati, anche se non ci sono prove di alcun tipo, ma peggio…tutti l’hanno negato e nessuna intercettazione legale o illegale che sia a sostegno.
Qui si crede a pluripregiudicati mangiabambini e non
ad un arbitro assolto… sarà mica che loro stessi non si fidavano di mamma e papà ? uno dei tanti misteri della nostra giustizia che tali resteranno… 
Il problema è che questo reato nel codice sportivo non esiste.
Tra l’altro questa contiguità di rapporti tra Moggi e il designatore, più che dalle innocue, surreali, inconcludenti telefonate intercettate si evince da quelle che non conosciamo, cioè dal fatto che Moggi avesse consegnato a Paolo Bergamo una scheda sim svizzera non intercettabile e che i due si vedessero regolarmente a cena.
Un reato che non c’è, basato su telefonate e cene di cui nessuno conosce il contenuto, accertato in un processo che ha saltato a pie’ pari il dibattimento e che è cominciato direttamente con la formulazione delle richieste da parte del procuratore come in Urss.
Per il resto la sentenza della Caf ha smontato le principali accuse avanzate dalla procura federale e dalle varie ‘rosee’ gazzette – che a sua volta aveva rigettato lo schema Borrelli della Cupola Juve contrapposta a quella Milan.
Ne ha accettato però lo schema accusatorio, che è questo: gli atti commessi dai dirigenti della Juve ”di per sé” costituiscono com-portamenti contrari a principi di lealtà (come previsto dall’art. 1).
Una violazione del codice sportivo innegabile sulla base di quelle telefonate, (sempre se si vogliono considerare utilizzando la maturità innocente di un infante) ma che non comporta l’automatica retrocessione a una serie inferiore delle squadre, proprio perché sono atti che, ”di per sé”, non configurano alcun illecito spo
rtivo ex articolo 6
, cioè non costituiscono il tentativo di alterare lo svolgimento o il risultato di una gara.
L’accusa principe quindi è caduta, non c’è, non esiste, è pura fantasia da alcolisti anonimi o utopistica speranza del tifoso della curva che già bello carico dopo spumantini e campari se ne va tranquillamente allo stadio a lanciare motorini dagli spalti o peggio bombe e monete da 2 euro in testa ai portieri avversari ed arbitri internazionali….,
Insomma questa insussistenza totale di comprovate accuse, è sostenuta ed ammessa da chiunque che capisca un pizzico di calcio ed abbia seguito il campionato sotto inchiesta con obbiettività …senza la sciarpa dell’Inter o della Roma intorno al collo..per dirla tutta, chiaramente….. sciarpa che invece non è mai stata tolta dagli infamanti fomentatori giornalai…
che invece di svolgere la loro nobile professione ne hanno calpestato i principi fondamentali, rinnegando coerenza ed imparzialità, per manipolare notizie e dettare colpe e condanne ai giudici inquirenti….
Eppure tutto ciò premesso la corte ha condannato ugualmente la Juventus, trasformando le tre violazioni dell’articolo 1 (che avrebbero previsto ammende o squalifiche del campo ad esser duri duri )
in illecito sportivo ex art. 6 (quello che comporta la retrocessione, aggravandolo ulteriormente con tutto quello che abbiamo sopra ricordato, ma ciò che è peggio alla faccia dello stesso art.13 che ne esclude l’applicazione essendo il processo fatto al termine della stagione successiva a quella in questione… insomma un festival di porcherie ed illegalità…).
Più che un principio giuridico, sembra abbiano applicato la regola in vigore nei campi dell’oratorio, dove ogni tre corner viene assegnato un calcio di rigore.
Come se tre reati di diffamazione per il semplice fatto di essere tre possano trasformarsi in un bell’omicidio.
Leggete con attenzione che cosa dice la sentenza:
”La Procura federale, con riferimento all’addebito contestato alle persone indicate nel capo di incolpazione in esame, ha individuato talune condotte, costituenti di per sé comportamenti contrari ai principi di lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva (art.1), ed ha ritenuto che l’insieme di tali condotte sia stato idoneo a realizzare il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale a vantaggio della Juventus, e quindi sia stato violato l’art. 6, integrando la pluralità delle condotte l’attività diretta a procurare alla Juventus un vantaggio in classifica”.
Quindi, comportamenti di per sé non configuranti l’illecito sportivo diventano arbitrariamente (è il caso di dire) un illecito sportivo perché ripetuti nel tempo.
La Caf sostiene che questi comportamenti sleali abbiano procurato un vantaggio in classifica alla Juventus. Ora, come è noto, in natura esistono soltanto due modi per ottenere vantaggi in classifica: chiedere e ricevere aiuti arbitrali nelle proprie partite, colpire i diretti avversari nelle loro gare.
La sentenza dice che non c’è stata interferenza su nessun match della Juventus, né in quelli delle dirette avversarie.
L’articolo 6 è molto chiaro e dice che costituisce illecito sportivo ”il compimento, con qualsiasi mezzo, di atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara ovvero ad assicurare a chiunque un vantaggio in classifica”.
Non c’è traccia del principio secondo cui più violazioni dell’articolo 1 costituiscano una violazione dell’articolo 6. La corte nega che la Juve abbia compiuto atti diretti ad ”alterare lo svolgimento di una gara” e nega anche che la squadra campione d’Italia abbia compiuto atti diretti ad ”alterare il risultato di una gara”. Condanna la Juve, invece, per aver compiuto atti volti a ottenere ”vantaggi di classifica” (senza indicare quali).
Resta da capire quale possa essere il vantaggio in classifica scaturito da altro che l’aver truccato le partite. La Corte non sa spiegarlo. Si limita a dire che ”è concettualmente ammissibile l’assicurazione di un vantaggio in classifica che prescinda dall’alterazione dello svolgimento o del risultato di una singola gara”. Concettualmente ”Infatti, se di certo, la posizione in classifica di ciascuna squadra è la risultante aritmetica della somma dei punti conseguiti sul campo, è anche vero che la classifica nel suo complesso può essere influenzata da condizionamenti, che, a prescindere dal risultato delle singole gare, tuttavia finiscono per determinare il prevalere di una squadra rispetto alle altre”. Punto.
Sono colpevoli, anche se sono innocenti, per il semplice fatto che sono colpevoli.
Il capolavoro, più da Liguori, rappresentante di quella categoria di similgiornalisti con tanto di sciarpa al collo, faziosi, incoerenti e privi di deotologia professionale, che da Cesare Ruperto, si trova a pagina 79:
”Nella valutazione del materiale probatorio la Commissione (la Caf, ndr) si limiterà ad indicare quegli elementi di sicura valenza, che non si prestano ad interpretazioni equivoche, perché già solo dall’analisi di taluni fatti incontrovertibili emerge a chiare lettere ciò che era nella opinione di tutti coloro che gravitavano nel mondo del calcio, e cioè il condizionamento del settore arbitrale da parte della dirigenza della Juventus”.
Avete letto bene: ”L’opinione di tutti coloro che gravitavano nel mondo del calcio”.
Chissà, magari gravitavano al Bar dello Sport.
Eggià … mi sa di sì…ecco il premio che gli è stato dato… da teorizzatori a vangelizzatori…. secondo grappa…
Manca solo ”arbitro cornuto”, ma c’è ancora l’Appello, dal quale potranno attingere nuova linfa punitiva….
DAVVERO UNA PAGINA DI STORIA, PER NON DIMENTICARE COME UNA VOLTA CHE HAI RAGGIUNTO IL COSIDDETTO BASTONE DI COMANDO PUOI FARE E DISFARE QUELLO CHE VUOI, ALLA FACCIA DI TUTTO E TUTTI.
GLI ALTRI FORSE SBAGLIANO?
BENE TU HAI LA FACOLTA’ DI CONSIDERARE O MENO IL FORSE, D
I VALUTARE SE è UN ERRORE E SE è NECESSARIA UNA CONDANNA, MA SOPRATTUTTO A PARITA’ DI PRESUNTO REATO DECIDERE CHI VA PUNITO E CHI NO !
…come si chiama questa ? democrazia ? e la legge ?
 non dovrebbe essere uguale x tutti ? e chi è preposto ad applicarla…soprattutto … LA CONOSCE ??? e quando davvero la conosce è libero? o a sua volta condizionato dall’opinione di chi gli gravita attorno…?)
adesso capisco perchè  a casa loro rimpiangono CIAUSESCU….
P.S.
il vero problema di un soggetto che commette un reato non è tanto il danno che procura, è stabilire se voleva compierlo… infatti se lo voleva ha due alternative…il giusto carcere o se chi deve giudicarlo …prendendo un abbaglio lo assolve…(gli va bene in entrambe i casi)
Cosa ben diversa è quando non voleva commetterlo quel reato, è quando non l’ha commesso ma tutto fa pensare di sì, è quando qualcuno lo accusa di averlo commesso nonostante lui fosse altrove…
questi sono i veri problemi che l’umanità deve temere… perchè anche in questo caso gli abbagli TI POSSONO ROVINARE LA VITA….
E questo è un rischio che tutti noi corriamo, dato che a furia di prendere sottogamba le cose serie abbiamo permesso a dei signori di decidere in casa nostra su come applicare le leggi ma soprattutto arrogandosi il diritto all’incertezza della legge, causata dalla loro INTERPRETAZIONE… spesso con l’ausilio di superficialità e facile condizionamento mediatico.
Beati voi che potendo ve ne andate,
ed auguri a voi che restate…

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