UNA GIUSTIZIA…SPORTIVA E NON…. FORMATO MORATTI MASSIMO … IL FESTIVAL DEL VITTIMISMO E LA FIERA DELL’IPOCRISIA SPICCIOLA…

Il vittimismo di Massimo Moratti sta diventando un problema serio,

forse irrisolvibile. Non pago di ave­re ottenuto uno scudetto a tavolino,

di avere scampato ogni tipo di punizione sportiva (ah, la giustizia!)

per il passaporto falsificato di Recoba (coinvolti il giocatore e il tesserato Gabriele Oriali), di essere stato protetto dalla grande stampa milanese sulle connessioni calci­stiche della vicenda Telecom, il petroliere si permette ancora battute da bar dissimulate dal suo gelido sno­bismo.

L’ultima – fiacca anche come battuta – riguar­da Ibrahimovic e la faccenda dello sputo verso Sottil. Alla Gazzetta dello Sport di ieri, Moratti ha affermato:

«Mi dispiace che Ibrahimovic, da quando è all’Inter, sia seguito dalle

telecamere come non lo era mai stato in precedenza. Deve stare attento

anche a come cammi­na ». Detto, non tanto per inciso, che l’abitudine di  pe­dinare i giocatori è – per stessa ammissione di Moratti – una regola di casa-Inter, il patron dimentica quanto successe a Ibrahimovic quando ancora giocava nella rinnegatissima Juventus. Correva la stagione 2004­ 2005, trentaduesima giornata, sei alla conclusione: du­rante Juventus-Inter (arbitro De Santis) lo svedese vie­ne espulso. Ma la prova tv lo inchioda ad una sanzione più pesante perché effettua una specie di cravatta, as­sai poco elegante, su Cordoba. Episodio registrato da una telecamera supplementare in dotazione a Media­set. Risultato: Ibrahimovic squalificato per tre turni (uno per il rosso, due da prova televisiva) in vista dello scontro diretto con il Milan, impegnato spalla a spalla a contendere lo scudetto alla Juve.

Quella volta, a San Siro, risolse Trezeguet su assist di Del Piero (rovescia­ta). Arbitro Collina, una garanzia, così dicevano.
Certo, a riesumare molti episodi (grazie al prezioso au­silio di Massimo Fiandrino), viene solo da sorridere, pen­sando che fu proprio quella del

2004-2005 la stagione dello scandalo. Possibile che il sistema-Moggi,

così po­tente e così ramificato, non arrivasse a mitigare o a in­terdire un

semplice provvedimento disciplinare? Fu dav­vero del tutto irregolare quel campionato se allora Ibrahimovic pagò in un momento tanto cruciale della stagione, mentre oggi che è all’Inter nemmeno viene giu­dicato?

E quale potere sovrintende adesso il calcio se nel­le prime sei partite l’Inter si è già trovata di fronte due squadre prive di altrettanti titolari, espulsi la domenica precedente e squalificati in settimana? E’ accaduto con Sampdoria (Falcone e Delvecchio nella gara con l’Em­poli) e Catania (Biso e Stovini in quella con la Fiorenti­na). Riaccadrà domenica (settimo turno) quando l’Inter si scontrerà con l’Udinese per difendere il primato. Far­lo senza Muntari, cacciato a Parma, sarà forse più faci­le.

Eppure Moratti non si lamenta.

 

 

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