DIAMO FINALMENTE CREDIBILITA’ ALLO SPORT: PUNIRE I FALSI ONESTI

L’avvocato D’Onofrio, uno dei massimi esperti di diritto sportivo, segue una linea ben precisa: non basta sanzionare i colpevoli con pene che farebbero soltanto sorridere. Occorre maggiore fermezza.
Avvocato D’Onofrio, che idea si è fatto del caso dei bilanci falsificati da plusvalenze fittizie?
« L’impianto accusatorio costruito su iniziativa della magistratura milanese mi sembra chiaro: l’Inter è il soggetto di un reato gravissimo, la manomissione dei bilanci. Mentre il Milan rientra in qualche modo nei parametri, in quanto le plusvalenze non valsero l’iscrizione al campionato incriminato, le responsabilità dei nerazzurri sono evidenti».
È possibile fare previsioni?
« È un compito molto arduo, dal momento che nel diritto sportivo il giudice non è tassativamente condizionato dall’applicazione di una sanzione specifica.
Ma ho una certezza».
Quale?
« A mio parere, in ossequio a una naturale gradualità delle responsabilità, la disciplina sanzionatoria non dovrebbe essere molto dissimile da ciò che avviene nei casi di illecito sportivo, ossia Calciopoli. Mi riferisco al ben noto articolo 13 del codice di giustizia sportiva, che prevede la sanzione minima di una penalizzazione fino all’ipotesi di retrocessione. Ma è certo che la gravità della condotta debba essere valutata con attenzione».
L’Inter, insomma, rischia tanto?
« In sostanza: se lo scorso anno la Juventus è stata penalizzata come sappiamo, allora anche per l’Inter devono valere gli stessi principi. Se, dunque, per il Milan si potrebbe optare per una semplice penalizzazione o per una sanzione afflittiva lievemente maggiore, le decisioni relative ai nerazzurri dovrebbero seguire una certa coerenza e proporzionalità. Ma il problema è un altro».
Quale?
« Si pone una questione di politica istituzionale. Nella scorsa stagione all’Inter è stato assegnato uno scudetto d’ufficio sul presupposto che la società avesse acquisito un’immagine di purezza e correttezza. Quella del titolo 2005- 2006 fu un’assegnazione del tutto arbitraria. Non esiterei a definire stravagante la decisione adottata da Guido Rossi. A questo punto la Figc si trova di fronte a un bivio paradossale. Perché se l’Inter fosse penalizzata, anche pesantemente, allora cadrebbe la ricostruzione dell’ipotesi accusatoria che era stata definita l’estate scorsa».
Come dire: si rischia di cadere in contraddizione.
« Esatto. Tutte le ricostruzioni accumulate sinora cozzerebbero contro un’eventuale punizione inflitta ai nerazzurri. Certo, aspettiamo l’esito del filone di indagini di Napoli, ma è chiaro che la linea innovativa seguita dalla giustizia sportiva nel 2006, che coinvolse solo 4 società ritenute colpevoli, troverebbe un duro ostacolo da superare. È ormai chiaro che il confine tra buoni e cattivi non è così netto, ma presenta sfumature ».
C’è il rischio che tutto cada in prescrizione?
« Decisamente no, anche perché le indagini condotte dal pm Nocerino hanno preceduto la presentazione di documenti che, di per sé, costituiscono già una prova d’illecito. Direi che il rischio di prescrizione può dirsi assolutamente superato. Ma è altrettanto chiaro che, a questo punto, la magistratura sportiva rischia di esporsi comunque a censure o critiche a seguito del castello di accuse ai danni della Juve e degli altri club, oltre a ciò che ne è seguito ».
Cosa succederà ora?
« Credo che la procura federale debba attivarsi in fretta».
La questione, insomma, è tutt’altro che chiusa.
« Seguendo il principio della gradualità della pena, bisogna capire che non ci si può limitare a 2-3 eventuali punti di penalizzazione. Altrimenti il falso in bilancio rischia di trasformarsi in uno strumento diffuso.

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