L’ITALIA è UNA MUCILLAGGINE…. GRAZIE A CHI ?

Segue articolo a commento del rapporto annuale del Censis, sulla situazione sociale del paese ed il titolo che ho dato rispecchia un’attualità disarmante.

A chi giova che questo meraviglioso paese sia in questa pietosa situazione?

Chi ha prodotto le condizioni floride affinchè il degrado ed il sottosviluppo l’avessero vinta e con quale fine ?

Come mai chi ci governa discute dell’aria fritta, s’ingrassa alle nostre spalle, adotta l’illusionismo quale efficace tecnica volta ad ottenere consenso per il mantenimento di un potere tanto inutile quanto sprecato, enfatizzando l’utopia ed autoilludendosi di poter credere a ciò che dice… un sistema come un altro per tirare a campare ?

L’incertezza nel domani è fondamentale per chi sino ad oggi si è spremuto quei pochi neuoroni ricevuti onde scovare paure e speranze, distruzione e ricostruzione, odio e non odio, il tutto per giustificare la propria inutilità, per garantirsi un’esistenza agiata frutto del duro sacrificio altrui.

Grazie DEMOCRAZIA, per tutto ciò.

Grazie a tutti coloro che l’hanno voluta, hanno ucciso per averla, hanno imbrogliato per donarcela, hanno rinnegato se stessi per ottenerla.

Grazie ad uno di questi recentemente passato all’espiazione dei propri innumerevoli peccati, pianto e venerato a dismisura da conniventi figli della medesima falsità ideologica, la stessa che ha permesso a costui dapprima di lodare le leggi razziali per poi trascorrere l’ultimo sessantennio nell’ipocrisia e nel falso, leccando fondo schiena democraticamente ad ognuno dei 50 governi succeduti, gongolandosi delle nostre fatiche, ingrassando se stesso e familiari nella sconcertante convinzione che il suo fosse davvero il ‘verbo’, non fosse altro che l’ovvietà vista con gli occhi di un giuda. 

Grazie a tutti voi, interpreti e conniventi per averci, dopo mezzo secolo, restituito finalmente una nazione che si vergogna di se stessa, una patria che si nasconde dietro l’ombra del proprio succinto tricolore, un paese fatto di zombi, a vostra immagine e somiglianza.

CHE LA PACE NON SIA CON VOI !

 

Reuters – Ven 7 Dic – 10.02

L’Italia continua a vivere un ‘silenzioso boom’ guidato da ‘una minoranza industriale orientata alla globalizzazione’, ma la società italiana sembra inerte, simile a una ‘mucillagine’, vittima di una ‘frammentazione progressiva’, e la politica non sembra in grado di catalizzare le energie che vengono dalle diverse ‘minoranze attive’. Lo dice il Rapporto annuale del Censis sulla situazione sociale del paese, che viene presentato oggi.

Nelle ‘considerazioni generali’ dell’edizione 2007, i ricercatori del Censis ribadiscono, come negli anni passati, l’esistenza di un ‘silenzioso boom’ economico, basato su prodotti per ‘la fascia altissima del mercato’, una differenziazione produttiva delle medie e piccole imprese’, la ‘ri-localizzazione’ in Italia di produzioni di alto brand.

Il rapporto segnala anche il ‘protagonismo dei grandi players’ italiani – industriali, finanziari e operatori delle utilities – aggressivi sui mercati esteri, specie quelli dell’Europa dell’Est.

‘La combinazione di tutti questi fattori induce a pensare che l’economia reale in Italia abbia un andamento più che buono’, nonostante i problemi finanziari insorti negli ultimi mesi, come quelli legati alla crisi dei mutui subprime, dice la ricerca.

Ma nonostante il suo successo, ‘la minoranza industriale non riesce a coinvolgere l’intero sistema sociale’. ‘Siamo dentro una dinamica evolutiva di pochi e non uno sviluppo di popolo’, avverte il Rapporto, che segnala l’esistenza dello ‘antico divario Nord-Sud’, ‘la tentazione di limare i salari’ da parte delle imprese, la mancanza di un rilancio generalizzato dei consumi.

Insomma, dice il Censis, lo sviluppo ‘non diventa processo sociale’, e la società italiana sembra adagiarsi in una ‘inerzia diffusa’.

Per la realtà italiana il Rapporto conia dunque l’immagine della ‘mucillaggine’, in cui le istituzioni non hanno più una funzione di coesione, e la società, frammentata, vive ‘una disarmante esperienza del peggio’.

In questa situazione, dicono i ricercatori, emergono però delle minoranze ‘virtuose’: quella della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnica, quella di chi sviluppa relazioni internazionali (studenti all’estero, professionisti interessati ai nuovi mercati, etc). Ma anche quella di chi sceglie di vivere in ‘realtà locali ad alta qualità delle vita’, di chi sviluppa un rapporto positivo con gli immigrati, vive l’esperienza religiosa o partecipa a movimenti, associazioni o sindacati.

Le energie che provengono da queste minoranze dovrebbero essere catalizzate dalla politica, ‘ma il suo stato non lascia molte speranze’, giudica il Rapporto, che suggerisce almeno di cominciare ‘semplicemente a pensare’ e di ‘mettersi nel solco della modernità’ al passo con altri paesi.

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